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REPORTS
Vivi Ravenna ha visitato per voi la
mostra delle Sculture dell' Africa Nera, che si sta svolgendo a Ravenna
nella Chiesa di San Domenico (via Cavour).
Confesso
che non avevo mai visto una mostra di Arte Africana prima d' ora e mi
sono lasciato tentare da questa occasione.
Appena sono entrato ho colto come la sensazione di essermi trovato immerso
in una dimensione un po' particolare, quasi surreale, che non mi appartiene.
Scopro presto che la signora che mi accoglie con molta gentilezza è
la sig.ra Lucia Montanari, proprietaria della mostra insieme al marito.
Tutti i pezzi della collezione sono infatti frutto della loro opera di
ricerca tra Gallerie private, negozi specializzati, tramite amici senegalesi,
conoscenti in rientro da periodi in Africa.
Chiedo alla sig.ra Lucia di descrivermi la mostra, e lei con molta disponibilità
inizia a farmi immergere in questo mondo a me sconosciuto.
Lo
scopo della mostra, mi spiega la sig.ra Lucia, è quello di presentare
attraverso statue, maschere, simboli le tradizioni e la cultura dei popoli
dell' Africa subsahariana occidentale, dalla savana sudanese alle regioni
equatoriali.
Le statue sono per la maggior parte fatte in legno scuro, incise e levigate
con grande maestria, e ognuna ha celato un significato nascosto, propiziatorio,
divino, spirituale.
Questi popoli infatti, da una parte "poveri" (in senso occidentale
del termine), sono d' altra parte molto ricchi di religiosità e
di elevate espressioni culturali.
La loro cultura è caratterizzata dall' animismo e dalla mancanza
della lingua scritta, per cui comunicano con le parole, e i fenomeni della
natura sono visti come espressioni delle divinità e devono essere
quindi accolti o propiziati attraverso riti, statue, maschere.
L' arte quindi non ha come nella maggior parte della nostra cultura un
fine di valenza rappresentativa, bensì uno scopo puramente funzionale.
Si trovano infatti tantissime statue raffiguranti la Maternità,
la Fertilità, da utilizzare come rito per avere figli sani; statue
per avere buoni frutti dalla terra; statue che raffigurano vecchi antenati
in solenne raccoglimento, reliquiari utilizzati per proteggere le ossa
dei defunti;
La
mostra è divisa per gruppi a seconda delle regioni:
1. Savana Sudanese (le statue Bambara e Dogon colpiscono
molto)
2. Costa della Guinea (Molto belle le maschere appese al muro)
3. Nigeria (Belle le maschera da spalla, nell' angolo in fondo a sinistra,
con gli orecchini)
4. Camerun ( Belle maschere diverse dalle altre, più gonfie e tonde)
5. Africa Centrale ( I feticci, i guerrieri, bella la statua del capo
con le donne che lo sorreggono sotto lo sgabello, tipo Cariatide Greca)
E' incredibile vedere attraverso queste statue come la
natura, attraverso le sue espressioni e i fenomeni ad essa legati abbiano
condizionato negli anni la cultura e le tradizioni di tante tribù
forgiandone il carattere e la simbologia.
Sono entrato spaesato e sono uscito affascinato, provate anche voi.
AZ
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