| Sono sicuramente
un posto splendido ricco di natura, storia e tradizioni!
Domenica mattina, siamo andati a fare un piccolo giro in moto qui
intorno a Ravenna e nell' indecisione su dove andare, siamo capitati
quasi per caso sulla cervese da Forlì verso Cervia, è
quindi scattato in noi automaticamente il desiderio di passare in
mezzo alle saline e la nostra scelta è stata premiata.
Quel tratto di strada è rimasto chiuso nei mesi scorsi per
lungo tempo, in quanto si stavano eseguendo lavori di manutenzione,
ma ora la strada è completamente accessibile.
E' quasi imbarazzante vedere che sia stato dato il permesso di far
passare nel tempo una strada che porta non sappiamo quante migliaia
di macchine al giorno, in mezzo ad un oasi di questo tipo con le
inevitabili conseguenze di inquinamento, non solo dovute al gas
di scarico, che forsè è la meno, ma ai rifiuti gettati
dai finestrini che si accumulano lungo i canali, al rumore provocato
dalle macchine, alle vibrazioni...
Sappiamo che quella strada, la cervese, è comoda, ma....è
una vergogna che non si possa trovare una soluzione alternativa,
e lasciare quella strada come itinerario all' interno delle saline.
Dopo questo doveroso sfogo, veniao allo spettacolo che ci hanno
offerto le saline....una miriade di uccelli acquatici...non sappiamo
nemmeno noi di quanti e quali specie...ma tanti, veramente tanti.
E poi lui, il re della zona, il sale, che dall' epoca degli etruschi
è li che si deposita nelle vasche di sedimentazione...fateci
caso se passate, che si vedono i cristalli di sale lungo i bordi
delle saline...e riflettete sull' opera di ingegneria che venne
fatta a suo tempo, senza tutti gli strumenti che noi abbiamo al
giorno d' oggi...e riflettete sul fatto che dovrebbe essere nella
coscienza di tutti noi mantenere questo luogo e preservarlo per
le generazioni future.
Il prossimo weekend quando andrete a Cervia o a Milano Marittima
per una passeggiata non passate semplicemente dalla cervese, guardate
ciò che vi cincorda e meditate su quanto siamo fortunati
noi a godere di questo meraviglioso panorama, e a poter beneficiare
di questa imponente opera di ingegneria idraulica, e a quanto sarebbe
bello che anche i nostri figli e nipoti godessero di tutto questo
che noi abbiamo gratuitamente ereditato.
Ed ora un pò di storia:
(tratto da http://www.parks.it/parco.delta.po.er/punti/PRDPsali.html)
Il paesaggio vallivo si caratterizza ancor più fortemente
nella salina, che è il terreno preparato dalla mano dell'uomo
con arte antichissima per la "coltura" del sale marino.
Come la campagna rispetto al terreno incolto, così la salina
rispetto alla valle crea un ambiente naturale proprio, che seleziona
e specializza anche particolari forme di flora e di fauna. La Cervia
moderna, la bella città turistica in mezzo alla pineta, che
si affaccia sul mare Adriatico con un fronte di quasi 10 chilometri
(da Milano Marit tima a Tagliata), va lasciandosi alle spalle nello
spazio e nel tempo l'ambiente e la cultura della salina, che resta
pur sempre la sua più profonda radice. La produzione del
sale nelle valli cervesi, infatti risale ancora all'epoca etrusca,
quando la città; che sorgeva tre-quattro chilometri a ovest
dell'attuale, aveva il nome di Ficocle. Allorchè essa fi,
distrutta (709) dall'Esarca Teodoro, gli abitanti s. rifugiarono
nelle paludi verso Est e costruirono la nuova città al centro
della salina stessa. Si chiamò Cervia o da "acervi"
(i mucchi del sale) o, più probabilmente, dai cervi che allora
popolavano la pineta. Ma il luogo era così insalubre che,
alla fine del XVII secolo, la città fu trasferita a mare,
a circa un chilometro e mezzo dalla salina, sempre a scopi produttivi:
lo stesso porto di Cervia non è altro che la parte terminale
del canale principale della salina e il centro storico della città
è racchiuso entro le schiere delle case dei salinai. Oggi
l'importanza economica della produzione salifera di Cervia sta progressivamente
diminuendo: anche l'industrializzazione del sistema produttivo,
a raccolta annua, che nel 1959 ha rivolu zionato e soppiantato il
procedimento artigianale a raccolta plurima, tramandato di padre
in figlio non è che un metodo di razionalizzazione de lavoro
che tiene conto della minore incidenza de prodotto salifero cervese
in campo nazionale. Ma per tanti secoli, il controllo del commercio
de sale è stato un fattore di importanza strategica Cervia,
posta a mezza strada fra Ravenna e Rimini fu contesa a lungo fra
i Da Polenta e i Malatesta finchè subentrarono i Veneziani
che però, dopo la sconfitta subita nel 1509 ad Agnadello
dall'esercito della Lega di Cambrai, la cedettero allo Stat Pontificio
che la tenne sino alla formazione de Regno d'Italia. Poi, nei primi
decenni del secolo il colpo di fulmine della vocazione turistica
ha creato per Cervia l'alternativa al suo destino di città
del sale.
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