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Monumenti

SANT'APOLLINARE IN CLASSE
SANT'APOLLINARE IN CLASSE
CITTÀ: Ravenna (RA)
INDIRIZZO: Via Romea Sud, 216
DESCRIZIONE

Il 9 Maggio del 549 la grande imponente basilica di S.Apollinare in Classe fu consacrata dal Vescovo Massimiano. La denominazione "in Classe" deriva da quella del vicino "oppidum Classis", che sorse a difesa del famoso Porto fondato da Ottaviano Augusto.
E fu proprio fra gli abitanti di questo "castrum", in prevalenza mercanti e marinai, che per primo portò l'annuncio della nuova Fede, il conforto della sua parola evangelizzatrice, S.Apollinare, che fu il primo Vescovo di Ravenna.
E' comunque difficile poter risalire all'età apostolica come pretenderebbe la "Passio S.Apollinaris", che è un racconto leggendario redatto probabilmente alla fine del V o all'inizio del VI secolo (Mazzotti), se non nel VII (Zattoni, Lanzoni).
Ben presto attorno all'"oppidum" classense sorsero alcune aree sepolcrali, che in parte furono utilizzare anche dai cristiani, come si deduce dai ritrovamenti di diverse iscrizioni funerarie.
Accanto fu innalzata dal Vescovo Ursicino nel secondo quarto del VI secolo la maestosa basilica classicana che sorge quasi solitaria in mezzo alla campagna, avendo alle spalle, verso il mare, il verde cupo di quell'immensa pineta "spessa e viva" che Dante e Byron hanno cantato.
La basilica sorge a quasi cinque km dal centro di Ravenna ed è ora lontana dal mare che un tempo le giungeva dappresso.

Essa si scorge da lontano non tanto per la imponenza della sua mole, quanto per l'alto e robusto campanile (m 37,50), forse della fine del secolo X, reso più snello ed elegante da quella serie ascendente di feritoie, di monofore, di bifore e di trifore, nelle quali ultime furono impiegate bianche colonnine con caratteristici capitelli a stampella.

La chiesa era in origine preceduta da un quadriportico, essendosi di esso ritrovato dei resti nel secolo scorso.
Al corpo centrale della facciata, inquadrata alle estremità da due lisce lesene, si addossa il nartece che a sinistra è affiancato da un alto vano quadrangolare a guisa di torretta, alquanto restaurato: analogo ambiente doveva ergersi anche all'estremità destra, perchè di esso si sono potute rintracciare le fondamenta.
Un susseguirsi di archeggiatute sostenute da lesene dà articolazioni ai muri laterali esterni, nei quali si aprono numerose, ampie finestre.
L'abside, semicircolare all'interno, è esternamente poligonale: ai suoi lati sorgono il diaconico e la protesi, due vani in forma quadrata cui s'innestano due piccole absidi pentagonali.
L'interno (m 55,58 x 30,30) s'impone specialmente per l'ampiezza considerevole della navata mediana, lungo la quale si allineano due file di magnifiche colonne marmoree provenienti dalle officine del Proconneso.
Esse hanno la caratteristica d'avere due venature orizzontali, d'essere sovrapposte a delle basi dadiformi e d'essere sormontate da capitelli a foglie rigonfie dal vento e da altrettanti pulvini.
I muri laterali, su ciascuno dei quali anticamente s'aprivano tre porte si presentano oggi spogli e disadorni nella loro cortina laterizia, ma un tempo erano rivestiti di specchianti superfici di marmo; marmo utilizzato nella prima metà del Quattrocento per adornare il Tempio riminese che prende il nome di Sigismondo Pandolfo Malatesta.
Il presbiterio della chiesa risulta oggi notevolmente sopraelevato, ciò dipende dall'aggiunta della cripta, foggiata ad anello semicircolare con corridoio centrale.

Dell'antico pavimento musivo che doveva ricoprire il vasto ambiente rimangono solo alcuni avanzi in fondo alla navata sinistra ed all'inizio della destra. La decorazione in mosaico non appartiene allo stesso periodo.
La parte superiore dell'arco trionfale risalirebbe al VII secolo o forse sarebbe da riportare al secolo IX. Nel registro superiore, che si distende orizzontalmente per tutta quanta la larghezza dell'arco, è raffigurato Cristo, ai suoi lati stanno i simboli alati degli Evangelisti.
La zona sottostante a questa, che al centro va sensibilmente riducendosi a causa del giro dell'arco trionfale, presenta alle estremità la raffigurazione delle due simboliche città di Gerusalemme e di Betlemme. Possiamo, invece, far risalire la zona dei rinfianchi dell'arco e le sottostanti figure degli Arcangeli al VI secolo. Più in basso si trovano le figure del XII secolo di S.Matteo e S.Luca.

Tutta la decorazione della conca absidale è da riferire a circa la metà del VI secolo, qui la composizione si articola in due zone.
Nella zona più bassa si slarga una valle verde fiorita ed al centro di questo paesaggio s'erge, grandiosa, la figura di S.Apollinare.
Contemporanei all'erezione della basilica sono le figure dei Vescovi Severo, Ecclesio, Orso ed Ursicio.
Di poco più d'un secolo dopo sono invece i due pannelli che si trovano ai lati dell'abside.
Lungo i muri perimetrali si allineano i sarcofagi del V, del VI, del VII e dell'VIII secolo. In fondo alla navata sinistra vi si può trovare il ciborio marmoreo, eretto all'inizio del IX secolo in onore del terzo Vescovo di Ravenna S.Eleucadio.
Sotto questo ciborio sono applicate al muro due tavolette marmoree raffiguranti l'Annunciazione; più che al VII, come qualcuno ha asserito, questi due piccoli pannelli debbono essere assegnati al X secolo.

COME RAGGIUNGERE SANT'APOLLINARE IN CLASSE

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