Descrizione
Ewa Dziarnowska sviluppa una ricerca coreografica che si allontana dalle narrazioni lineari e dalle strutture prestabilite per concentrarsi sulla creazione di momenti di presenza. La coreografia viene intesa come un processo di pensiero incarnato che si costruisce nel tempo reale, attraverso un continuo esercizio di percezione, ascolto e scelta da parte delle performer. Più che guidare lo sguardo verso un significato definito, il lavoro invita il pubblico a lasciarsi attraversare dalle sensazioni, privilegiando l'attenzione e l'esperienza diretta rispetto all'interpretazione.
Al centro della ricerca vi è una riflessione sul tempo, che non viene concepito come una successione lineare di eventi, ma come una dimensione aperta e stratificata. In questa prospettiva emerge il concetto di Kairos, il tempo dell'occasione e dell'istante significativo, in cui passato, presente e futuro possono coesistere, generando uno spazio di possibilità. La performance costruisce così una propria forma di atemporalità, in cui il tempo viene vissuto come esperienza piuttosto che come semplice misura cronologica.
A Santarcangelo, l'artista presenta un work in progress, prima tappa di un percorso di ricerca che culminerà con il debutto della versione completa nel 2027. La presentazione si articola in tre capitoli, costruiti attraverso partiture ispirate a pratiche somatiche, postmoderne e sociali.